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	<title>Story Archivi - Campionato Carnico 2024</title>
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	<description>Notizie e aggiornamenti in tempo reale sul campionato Carnico</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Dec 2024 06:38:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Story Archivi - Campionato Carnico 2024</title>
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		<title>Carnico Story: Emilio Toch</title>
		<link>https://2024.carnico.it/2024/12/16/carnico-story-emilio-toch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Di Centa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 06:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Story]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Genio e sregolatezza per il fantastista del Paluzza a cavallo tra gli '80 e i '90</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di MASSIMO DI CENTA</strong></p>
<p>Tanto genio e altrettanta sregolatezza: in questa frase è racchiusa la carriera di Emilio Toch, classe 1970, fantasista (mai termine fu più appropriato!) del Paluzza a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Primo di tre fratelli, tutti decisamente bravi col pallone: dopo di lui Alberto (esterno offensivo di grande qualità) e Ivan (talento da vendere e un facilità di calcio dall’impatto esplosivo). Emilio era croce e delizia degli allenatori che lo hanno avuto: basti pensare che ha saputo far perdere la pazienza anche a Pierino Delli Zotti, imperturbabile come nemmeno Zeman. Delli Zotti arrivava al campo per gli allenamenti prima dei giocatori, con la speranza di veder arrivare anche Emilio, che invece preferiva starsene al bar con gli amici o addirittura impegnarsi nel calcio di strada, magari proprio quando era giornata di allenamenti. Sì, proprio così: i compagni in via Mulines a sudare e provare schemi e lui nelle piazzette di Paluzza a srotolare il suo talento sull’asfalto, dove i colpi ad effetto gli riuscivano lo stesso.<br />
Mezzi fisici impensabili per il calcio di oggi, due gambette sottili che terminavano con due piedini da 36 di scarpe, delle quali la destra era sempre nuova, mentre la sinistra appariva sempre più consumata, sfregata dal pallone per farne uscire il genio. Un piede solo, insomma, ma dal quale sapeva ricavare passaggi che erano ricami, tiri non potenti ma che sembravano scaturire da un bisturi per la precisione quasi chirurgica nelle loro parabole. Allenamenti zero, si diceva, ma la domenica arrivava puntuale, con la sua borsa sgangherata e, chissà perché, sempre aperta. Arrivava e mister Delli Zotti andava in bestia, relegandolo sempre in panchina. Ma davvero a malincuore: dover rinunciare alla fantasia di “Milio” gli sembrava un atto di autolesionismo, però doveva in qualche modo assecondare le regole del gruppo e magari mandare in campo qualcuno più scarso ma che in settimana si era fatto il mazzo in allenamento. “Intanto vieni in panchina “, gli diceva, e lui non faceva una piega, sapendo benissimo che nell’arco dei novanta minuti, il suo momento sarebbe arrivato. E quando si alzava la tabella delle sostituzioni arrivava il suo momento: ed eccolo lì, trascinare sul campo la sua indolenza, la sua anarchia tattica (coperture? E che roba è?). Poi, d’improvviso, un dribbling, un ancheggiamento appena accennato, l’avversario da una parte, il pallone dall’altra e assist al bacio o pallone direttamente nel sacco, con Delli Zotti che scuoteva la testa.<br />
Una domenica, contro La Delizia, gli dà una possibilità di partire dall’inizio, giustificata dal fatto che in settimana si era presentato (rigorosamente in ritardo, s’intende) ad un allenamento. Mezzora di passeggiate per il campo, ciondolamenti tra le zolle sconnesse del prato di via Mulines e Delli Zotti che chiede al suo accompagnatore di prendere la tabella delle sostituzioni. Quello non fa in tempo a tirarla fuori dal borsone che Emilio segna un gol clamoroso: due finte al limite dell’area e sinistro a giro sul secondo palo. “Ma come devo fare io con questo?”, si sbattezzava il povero Pierino. Niente, mister, tienilo com’è. Il talento non si allena.</p>
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		<title>Carnico Story: Guglielmo De Toni</title>
		<link>https://2024.carnico.it/2024/12/12/carnico-story-guglielmo-de-toni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Di Centa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 06:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Story]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un paularino al 100%, essendo stato capitano di Trelli, Velox e Paularese</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di MASSIMO DI CENTA</strong></p>
<p>Guglielmo De Toni, classe 1960, ovvero cento per cento Paularo. Crediamo che in pochi possano vantare una paularinità cosi totale: ha iniziato a giocare con la Juniores del Trelli, ha passato una vita in maglia Velox e ha concluso la carriera nella Paularese (erede del Milan Club). E infine, per non farsi mancare niente, ha giocato anche con la squadra amatori del paese e probabilmente non è un caso se di tutte queste squadre ha anche messo al braccio la fascia di capitano, continuando a farlo anche nel campionato Collinare, quando ha difeso i colori del &#8220;Gambero” e degli Over della “Coop.ca”.<br />
Ma ve lo ricordate “Gjelmo” quando giocava terzino sinistro con la maglia gialloblu? Un tipo di pochi complimenti: agonismo, fisicità e tanta generosità, il classico terzino vecchie maniere. Duro ma corretto, nonostante un carattere frizzante che non gli ha risparmiato alcune discussioni in campo che poi finivano, naturalmente, al chiosco, dove davanti a una birra tutto si aggiustava, perché il carattere frizzante gli facilitava la battuta e la capacità di sdrammatizzare. Se gli domandate quale avversario lo avesse messo più in difficoltà non gliene viene su nemmeno uno, ma si affretta a precisare: <em>«Meno male che non ho mai dovuto incrociare nella mia zona di competenza Fabrizio Damiani. Quello era un fenomeno!»</em>.<br />
Dei tempi della Velox non può ricordare grandi vittorie: i due scudetti sono arrivati in Val d’Incarojo quando lui o era troppo giovane (il primo nel 1978) o era già avanti con gli anni (il secondo è datato 2004). Ma sicuramente fu uno dei protagonisti di quella Velox che vinse un campionato di Seconda restando in testa dall’inizio alla fine. E nella sua lunga storia con la Velox è stato impossibile non incrociare la dottoressa Nives Romano. Il suo rapporto con lei è ancora vivo nei sui ricordi: <em>«La dottoressa, per me, è stata come una seconda mamma; anzi, paradossalmente, qualcosa di più. Con lei mi confidavo, dicendole cose che nemmeno a mia madre ho mai detto».</em> E questo feeling con i presidenti del sodalizio gialloblu è proseguito, visto che i successori della dottoressa, prima Bepi Screm e poi l’attuale, Fabio Revelant, gli hanno chiesto più volte di entrare a far parte del consiglio direttivo<em>. «Ma io ho sempre rifiutato. Non per disamore verso la squadra, ma perché il Carnico è cambiato e ci vuole un impegno che non posso permettermi di garantire».</em><br />
Ma lui la Velox e il Carnico li segue sempre: i suoi interventi sui nostri social sono puntuali e pieni d’affetto e anche la sua presenza ai “Saletti” è molto assidua, anche se forse in questo Carnico ci si riconosce poco: <em>«Ai miei tempi c’era più passione, più unione, le squadre erano delle vere e proprie famiglie. Adesso girano troppi soldi e, in qualche modo, la cosa rappresenta un pericolo per l’unione negli spogliatoi. Lo dico senza alcuna polemica: il mondo è cambiato e anche il nostro Carnico si è adeguato alle mode».</em> Si dice orgoglioso di non aver mai preso una lira: <em>«I nostri premi erano le gite che la dottoressa organizzava: Vienna, Budapest, Praga sono state le mete di quei viaggi che ricordo ancora con un piacere immenso».</em><br />
Normale chiedergli un pensiero su un altro De Toni, Gildo, che a 57 anni ancora gioca: <em>«Sì, ma lui ha qualche anno di meno – </em>risponde <em>–, anche se quando lo vedo ancora nei tabellini mi verrebbe voglia di ricominciare»</em>. Beh, se ricominciasse la fascia di capitano non gliela toglierebbe nessuno. Nemmeno Gildo&#8230;</p>
<p><em>Visita la <a href="https://www.carnico.it/category/story/">sezione Story</a> per scoprire altri ritratti e ricordi del Carnico.</em></p>
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		<title>Carnico Story: Beppino Di Centa</title>
		<link>https://2024.carnico.it/2024/11/30/carnico-story-beppino-di-centa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Di Centa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2024 10:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Story]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Paluzza ha cresciuto tanti bambini, che non mancano ancora oggi di essergli riconoscenti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di MASSIMO DI CENTA</strong></p>
<p>Ci sono personaggi, nella storia del Carnico, che sembrano apparentemente non aver lasciato grandi tracce. Ma poi, invece, ci si accorge che il loro impegno e il loro lavoro per alcuni è stato molto importante.<br />
Ecco, questo è il caso di Beppino Di Centa, 71 anni (portati benissimo) compiuti lo scorso ottobre. Da calciatore lo ricordiamo per la sua generosità, la sua presenza fisica e la capacità di sapersi adattare a più ruoli, con le maglie di Paluzza, Timaucleulis e Cercivento: un centrocampista perfettamente inserito nella fascia media dei calciatori del Carnico, serio e affidabile, e con tanta, tanta passione. Lo ricordiamo protagonista assoluto col Paluzza che nel 1977 vinse il “Torneo Ermolli” di Moggio, all’epoca una manifestazione che aveva il suo prestigio.<br />
Una volta terminata l’attività agonistica si è dedicato a quella di allenatore o, per dirla, come ha inteso il ruolo, educatore. Eh sì, perché per lui l’educazione, il rispetto per compagni e avversari e il senso del gruppo erano quasi più importanti dei fondamentali. La sua particolarità sta nel fatto che è stato il primo mister di tanti ragazzini che sono ancora nel Carnico o ancora più su. Si pensi, per ordine d’importanza, a <a href="https://www.studionord.news/podcast-sergio-barlocco-un-carnico-in-serie-a-dopo-25-anni-lo-spero-davvero/">Sergio Barlocco, attuale portiere del Trento, Serie C</a>. Beppino curava solamente la parte atletica del ragazzo che poi veniva lasciato, per le questione tecniche, a papà Davide, anche lui portiere di livello nel corso della sua carriera.<br />
Scendendo di categoria, ha insegnato i primi rudimenti ai fratelli Federico e Michele Rovere, difensori rispettivamente di Tolmezzo e Bujese. Sotto le sue cure sono passati anche i fratelli Luca e Matteo Zammarchi, con quest’ultimo che non ne voleva sapere di giocare a calcio, obbligando il mister a recarsi quasi ogni giorno a casa sua per convincerlo, avendone intuito il talento.<br />
E poi Alessio Ortobelli, che lo faceva ammattire per il fatto che era talmente bravo da non voler passare la palla visto che tanto non la perdeva mai.<br />
E ancora Andrea De Franceschi, altro tipino frizzante, Christian Tomat (ultimo acquisto del Cedarchis) e l’attaccante della Juniores del Tolmezzo Federico Flora.</p>
<figure id="attachment_84248" aria-describedby="caption-attachment-84248" style="width: 500px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-84248" src="https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-280x250.jpg" alt="" width="500" height="446" srcset="https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-280x250.jpg 280w, https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-630x562.jpg 630w, https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-450x401.jpg 450w, https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-1536x1370.jpg 1536w, https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-500x446.jpg 500w, https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-400x357.jpg 400w, https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-32x29.jpg 32w, https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-370x330.jpg 370w, https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-818x730.jpg 818w, https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333-406x362.jpg 406w, https://www.carnico.it/wp-content/uploads/2024/11/er333.jpg 2000w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a><figcaption id="caption-attachment-84248" class="wp-caption-text">La dedica nella tesina di Raffaele Di Lena</figcaption></figure>
<p>Negli anni in cui creò di fatto il settore giovanile a Cercivento c&#8217;era anche Giuliano De Conti, tecnico del Comeglians fino a pochi giorni fa.<br />
Un discorso a parte merita Raffaele Di Lena: abitavano vicini e il rapporto era praticamente quotidiano, perché se non si trovavano al campo si incontravano sotto casa. Raffaele gli è rimasto molto legato, tanto da dedicargli la tesina presentata all’esame per allenatore del Corso Base Uefa “B”.<br />
C’è un nome, però, che ricorda con ammirazione e un pizzico di rimpianto: «<em>Tra tutti quelli che ho allenato da piccoli, tra Pulcini ed Esordienti</em> – precisa – <em>quello che mi è rimasto più impresso di tutti è Vincenzo Del Bianco. Un talento puro, “Gegè”. Usava indifferentemente il destro e il sinistro, giocava a testa alta e nonostante fosse ancora un bambino aveva una coordinazione incredibile che lo portava ad avere una facilità di corsa sorprendente oltre che davvero elegante. Non capisco perché non abbia avuto una carriera pari alle premesse».</em><br />
Educazione, rispetto e senso del gruppo: questi erano i suoi principi, come si diceva. Nei primi anni a Paluzza aveva tirato su una squadra veramente forte e compatta, in cui il senso di squadra era altissimo. Un anno, tutti in campionato avevano segnato almeno un gol, tranne Lorenzo Pittino. Nell’ultima di campionato, allora, tutti i compagni si misero d’accordo: «Oggi dobbiamo far segnare Lorenzo». Missione compiuta perché anche lui trovò la via della rete e la sua immagine inginocchiato a terra con le braccia al cielo è uno di ricordi più belli che si porta di quel periodo.<br />
I problemi più grossi li ha avuti forse con i genitori, che talvolta gli chiedevano di non far giocare il figlio perché aveva preso un brutto voto: «<em>Niente da fare</em> – ricorda ancora -.<em> Io ero sempre dalla parte dei ragazzi. Li facevo giocare e poi a fine partita facevo le giuste raccomandazioni».</em><br />
Adesso, nonostante anche recentemente qualche società gli avesse chiesto di prendere in mano una squadra, ha sempre declinato l’invito. Preferisce seguire le vicende del Carnico da spettatore ed è un lettore attento e abituale del nostro sito.<br />
Ma quei giorni con i suoi ragazzini sono sempre vivi e se mai dovessero affievolirsi, ci pensano proprio tutti quei bambini che ha allenato e che ancora gli scrivono messaggi di gratitudine. Ecco cosa significa lasciare un segno!</p>
<p><em>Visita la <a href="https://www.carnico.it/category/story/">sezione Story</a> per scoprire altri ritratti e ricordi del Carnico.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Carnico Story: il pagellone della Prima categoria 2010</title>
		<link>https://2024.carnico.it/2022/11/14/carnico-story-il-pagellone-della-prima-categoria-2010/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Tavosanis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 09:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Story]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.carnico.it/?p=52831</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quel campionato si chiuse con il trionfo, secondo consecutivo, del Real e la retrocessione di San Pietro, Val Resia e Ampezzo</p>
<p>L'articolo <a href="https://2024.carnico.it/2022/11/14/carnico-story-il-pagellone-della-prima-categoria-2010/">Carnico Story: il pagellone della Prima categoria 2010</a> proviene da <a href="https://2024.carnico.it">Campionato Carnico 2024</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di BRUNO TAVOSANIS</strong></em></p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><i>La nostra rubrica ci porta oggi al 2010, con le pagelle della Prima Categoria che avevo stilato per il Gazzettino. Quel campionato si chiuse con il trionfo, secondo consecutivo, del Real (<strong>nella foto</strong>) e la retrocessione di San Pietro, Val Resia e Ampezzo.</i></p>
<p><b>REAL.</b> In testa per 24 giornate su 26, ha dato subito la sensazione di essere la squadra più solida e compatta. Rispetto al 2009 ha espresso un gioco decisamente migliore, non affidandosi ai colpi dei singoli (come a volte accadeva quando c&#8217;erano Agostinis e Radina) ma proponendo un collaudato impianto in grado di esaltare tutti. Scudetto strameritato. VOTO: 8.5. IL MIGLIORE: Marvin Matiz.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>PONTEBBANA</b>. Chapeau ai biancazzurri, gli ultimi ad alzare bandiera bianca. Prima metà del campionato brillantissima, con una squadra giovane e divertente da vedere. Poi un calo, dovuto forse proprio alla limitata esperienza di alcuni ragazzi. Da 50 anni non arrivava così in alto; nel 2011 l&#8217;ulteriore passo? VOTO: 7.5. IL MIGLIORE: Davide Menis.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>CAMPAGNOLA. </b>Terzo posto in classifica ma mai in corsa per il titolo. Ci si aspettava decisamente di più dai gemonesi, soprattutto dopo una campagna acquisti sontuosa. Invece la squadra di Barburini ha sempre fallito la partita della svolta, ritrovandosi fuori dai giochi già a metà agosto. VOTO 6. IL MIGLIORE: Massimo Gressani.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>MOBILIERI</b>. La rivelazione della stagione. Candidata dai pronostici ad un torneo di sofferenza, la formazione di Sutrio ha invece fatto capire subito che gli obiettivi erano altri, portando a casa il miglior campionato degli ultimi 15 anni. I meriti di mister Del Frate sono innegabili. VOTO 8. IL MIGLIORE: Paolo Di Lena.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>TRASAGHIS.</b> Partenza con la marcia sbagliata, poi un&#8217;incredibile serie positiva, quindi un tranquillo tran tran e comunque un positivo quinto posto finale. Torneo schizofrenico quello dei biancoverdi, con la sensazione che una squadra così sul podio avrebbe potuto starci. VOTO 6. IL MIGLIORE: Davide Boreanaz.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>CEDARCHIS</b>. Il peggior Ceda degli ultimi 20 anni. Solo l&#8217;ultima parte di stagione, quando ormai gli interessi erano nulli, ha portato i giallorossi in una posizione perlomeno dignitosa, ma è chiaro che nessuno si sarebbe immaginato un torneo così modesto. Urge un restyling. VOTO 4.5. IL MIGLIORE: Riccardo Granzotti.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>MOGGESE.</b> Torneo a due facce: in grande difficoltà nella prima parte, poi il cambio di passo con l&#8217;arrivo in panchina di Claudio Brollo e il secondo posto nel girone di ritorno, dove ha perso una sola partita. Come dice, a ragione, il suo tecnico, una serie positiva ingiustamente passata in secondo piano. VOTO 7. IL MIGLIORE: Gianfranco Druidi.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>CAVAZZO.</b> Invece qui parliamo di una delusione. Ad un certo punto sembrava in grado di lottare molto in alto, poi il black out, che nemmeno il cambio in panchina fra Mansutti e Rugo è riuscito a risolvere. VOTO 5. IL MIGLIORE: Andrea De Barba.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>OVARESE</b>. Qui ci riferiamo al campionato, non alla coppa, e allora da salvare c&#8217;è poco dopo lo splendido torneo 2009. Quasi mai si è vista la bella formazione che l&#8217;anno passato fu considerata vincitrice morale. Unica consolazione, la crescita dei giovani. VOTO 5. IL MIGLIORE: Manuel Gonano.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>VILLA. </b>Salvezza-miracolo per gli arancioni, considerati già retrocessi al termine del girone d&#8217;andata ed invece capaci di giocarsi alla grande il campionato nella trasferta di Presenaio. Bravo l&#8217;ambiente a crederci fino in fondo, ma resta un torneo al di sotto delle attese. VOTO 5.5. IL MIGLIORE: Riccardo Moroldo.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>FOLGORE.</b> Unica neopromossa a salvarsi e già questo è un piccolo scudetto. Trascinata da Adami, ha conquistato nella prima parte di stagione un tesoretto da gestire in seguito, con l&#8217;infortunio prima e l&#8217;addio poi del suo giocatore simbolo. VOTO 6.5. IL MIGLIORE: Patrick Adami.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>SAN PIETRO. </b>Niente miracolo invece in Comelico. Un punto nelle prime nove partire, poi una rimonta fragorosa resa inutile da un calo finale, probabilmente inevitabile. Ma non si poteva fare di più. VOTO 6. IL MIGLIORE: Francesco Pradetto.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>VAL RESIA.</b> Ci hanno messo il cuore gli aquilotti, ma l&#8217;impatto con la Prima è stato duro, come previsto. Comunque la squadra ha sempre fatto il suo dovere e ha poco da rimproverarsi. VOTO 6. IL MIGLIORE: Elio Madotto.</p>
<p class="x1qodse3" dir="auto"><b>AMPEZZO.</b> Uno dei peggiori gironi di ritorno nella storia del Carnico: una vittoria e 12 sconfitte, le ultime 9 consecutive. E se non c&#8217;era Burba forse sarebbe andata anche peggio. VOTO 4.5. IL MIGLIORE: Mirco Burba.</p>
<p><em><strong>GIÀ PUBBLICATI</strong></em></p>
<p><a href="https://www.carnico.it/2022/11/09/carnico-story-mauro-fabris/">MAURO FABRIS</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2022/10/27/carnico-story-carlo-di-monte/">CARLO DI MONTE</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/12/03/carnico-story-beppino-deotto/">BEPPINO DEOTTO</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/11/12/carnico-story-la-top-11-del-campionato-2010/">TOP 11 CAMPIONATO 2010</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/11/04/carnico-story-antonio-zandona/">ANTONIO ZANDONÀ</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/10/29/carnico-story-lucio-diana/">LUCIO DIANA</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/07/07/carnico-story-otello-petris/">OTELLO PETRIS</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/05/18/carnico-story-enzo-cainero/">ENZO CAINERO</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/03/20/carnico-story-stefano-de-antoni/">STEFANO DE ANTONI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/01/27/carnico-story-mario-martini/">MARIO MARTINI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/02/09/carnico-story-vito-maresia/">VITO MARESIA</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/09/23/carnico-story-silvano-della-pietra/">SILVANO DELLA PIETRA</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/09/03/carnico-story-romano-bortolotti/">ROMANO BORTOLOTTI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/10/06/carnico-story-geremia-gonano/">GEREMIA GONANO</a><br />
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<a href="https://www.carnico.it/2020/08/02/carnico-story-oreste-simeoni/">ORESTE SIMEONI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/07/25/carnico-story-fabio-rella/">FABIO RELLA</a><br />
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<a href="https://www.carnico.it/2020/05/27/carnico-story-leonardo-screm/">LEONARDO SCREM</a><br />
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<a href="https://www.carnico.it/2020/05/12/carnico-story-flavio-mentil/">FLAVIO MENTIL</a></p>
<p dir="auto">
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		<title>Carnico Story: Mauro Fabris</title>
		<link>https://2024.carnico.it/2022/11/09/carnico-story-mauro-fabris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 07:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Story]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.carnico.it/?p=52802</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il ritratto di uno dei difensori più forti nella storia del campionato, protagonista con le maglie di Pontebbana e Moggese</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Dal libro &#8220;60 anni di Carnico&#8221;, scritto da Renato Damiani e Massimo Di Centa, uscito nel 2010, proponiamo oggi il ritratto di Mauro Fabris, u</strong></em><b><i>no dei difensori più forti nella storia del Carnico. La Triestina (all’epoca in serie A) appena sfiorata e poi tante soddisfazioni con Pontebbana e Moggese.</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia di Mauro Fabris e quella della Pontebbana, nel Carnico, iniziano assieme. Un provino con la Triestina, si era nel 1950, sembrava avesse avuto esito favorevole ed invece non se ne fece niente. In Mauro rimase il rimpianto, è ovvio, ma quando non si hanno ancora 20 anni c’è posto per altri sogni o, magari, si finisce per accontentarsi di ciò che si ha. E Mauro forse aveva già molto: un padre calzolaio (l’indimenticato </span><i><span style="font-weight: 400;">Nadalin</span></i><span style="font-weight: 400;">, uno dei fondatori della Pontebbana) che lo seguiva su ogni campo con un treppiedi in ferro per ribattere i chiodi di scarpini da gioco oggi nemmeno immaginabili; una passione enorme per il gioco del calcio che non sarebbe diventato la sua professione, ma avrebbe comunque fatto parte della sua vita; un gruppo di amici con i quali condividere giorni e passioni. Questo gruppo di amici, assieme ad alcuni militari di stanza a Pontebba, andarono a formare la prima Pontebbana. Quella che giocava su un campo diventato tale grazie all’intervento di ruspe enormi, come non si erano mai viste! Quelle ruspe avevano ricavato un posto vicino al vecchio argine del fiume, rimasto intatto quasi a costituire una sorta di sbarramento naturale. Su quell’argine campeggiava una scritta enorme, “Gnanca se moro”, facile suggestione tra una guerra finita da poco (e che quindi aveva abituato alla sofferenza estrema) e le cose che tornano alla normalità. Non si cede, insomma, né sul campo di battaglia né su quello di calcio! E figuriamoci se uno come Mauro poteva arrendersi: la serie A era già dimenticata e la Pontebbana, l’anno successivo, conquista il suo primo scudetto. Superfluo ricordare che Fabris è uno dei protagonisti di quel titolo, così come lo sarà dei due conquistati con la Moggese agli inizi degli anni Sessanta. Lui era il prototipo del difensore di quei tempi: attento, concentrato, duro ma non sleale. Allora la zona non si sapeva neanche cosa fosse e la prima cosa che un difensore doveva imparare era la marcatura rigida ed asfissiante dell’attaccante che gli veniva dato in consegna. Così come lo era nel fisico, Fabris era tosto anche di carattere. Ogni tanto il suo temperamento impulsivo e genuino lo portava ad avare qualche problemino con avversari ed arbitri. Lui dice, comunque, di non aver mai passato il limite del regolamento, ma un suo avversario dell’epoca (che ha chiesto di restare anonimo) invece, parla di qualche intervento duro, certamente non vigliacco, ma un pochino oltre quel regolamento… </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di quegli anni ci sarebbero tante storie da raccontare e Mauro le va a ricercare. Ma più che storie sono lampi della memoria, situazioni e personaggi che tornano portandosi dietro un pezzo di gioventù. Le trasferte affrontate in treno o in bicicletta, le linee dei campi segnate con la segatura, quando andava bene, perché in certi casi si faceva ricorso anche al brecciolino dei viali cimiteriali e caderci sopra, magari in scivolata (gesto che Fabris compiva spessissimo per anticipare l’avversario di turno) non era propriamente il massimo. E gli spogliatoi? Baracche improvvisate o più semplicemente alberi dove appoggiare i vestiti. Docce? I corsi d’acqua della zona potevano bastare. Quella era una generazione abituata alle sofferenze e l’arte di arrangiarsi era un modo di vivere, non certo di sopravvivere!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oppure quella volta che la sua squadra stava perdendo e lui cercò in tutti i modi di bucare il pallone per far sospendere la partita. Coi chiodi, però, evidentemente non aveva la stessa dimestichezza del papà e non ci fu verso di bucare il cuoio e allora, come per incanto, il pallone sparì… E poi i compagni di squadra, come Franco Franzil, un passaggio all’Atalanta, o Bruno Macor, detto </span><i><span style="font-weight: 400;">Armaron,</span></i><span style="font-weight: 400;"> che chiedeva le ferie esclusivamente per andare nel bosco a far legna.<br />
Mauro (<em>all&#8217;epoca dell&#8217;uscita del libro quasi ottantenne, ndr</em>) segue sempre il Carnico e la sua Pontebbana: suo padre Natale e suo figlio Marco sono gli estremi di una generazione che ha speso tanto del loro tempo al “Cancianini”. Ma è un campionato nel quale, ora, si riconosce poco: non c’è più quella sana passione, il calcio una volta era scuola di vita, ora è lo specchio di atteggiamenti sbagliati. Inammissibile farsi squalificare di proposito per andare in ferie. Quelle ferie alle quali chissà quante volte magari avrà dovuto rinunciare la moglie Anna Maria, sempre paziente e comprensiva. Di lei Mauro dice che non ha mai ostacolato la sua passione: lo rimproverava solo quando si lasciava andare a qualche espressione colorita…</span></p>
<p><em><strong>GIÀ PUBBLICATI</strong></em></p>
<p><a href="https://www.carnico.it/2022/10/27/carnico-story-carlo-di-monte/">CARLO DI MONTE</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/12/03/carnico-story-beppino-deotto/">BEPPINO DEOTTO</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/11/12/carnico-story-la-top-11-del-campionato-2010/">TOP 11 CAMPIONATO 2010</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/11/04/carnico-story-antonio-zandona/">ANTONIO ZANDONÀ</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/10/29/carnico-story-lucio-diana/">LUCIO DIANA</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/07/07/carnico-story-otello-petris/">OTELLO PETRIS</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/05/18/carnico-story-enzo-cainero/">ENZO CAINERO</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/03/20/carnico-story-stefano-de-antoni/">STEFANO DE ANTONI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/01/27/carnico-story-mario-martini/">MARIO MARTINI</a><br />
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<a href="https://www.carnico.it/2020/09/23/carnico-story-silvano-della-pietra/">SILVANO DELLA PIETRA</a><br />
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<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Carnico Story: Carlo Di Monte</title>
		<link>https://2024.carnico.it/2022/10/27/carnico-story-carlo-di-monte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 09:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Story]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.carnico.it/?p=52765</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con la conclusione della stagione, riprendiamo la bella abitudine di riproporre alcuni ritratti di chi ha fatto la storia del nostro Campionato</p>
<p>L'articolo <a href="https://2024.carnico.it/2022/10/27/carnico-story-carlo-di-monte/">Carnico Story: Carlo Di Monte</a> proviene da <a href="https://2024.carnico.it">Campionato Carnico 2024</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con la conclusione della stagione, riprendiamo la bella abitudine di riproporre alcuni ritratti di chi ha fatto la storia del nostro Campionato, prendendo sempre come riferimento il libro &#8220;<strong>60 anni di Carnico</strong>&#8220;, scritto da <strong>Renato Damiani</strong> e<strong> Massimo Di Centa. </strong></em><br />
<em>Oggi il protagonista è <strong>Carlo Di Monte</strong>, la penna per eccellenza del Campionato Carnico, ricordato dall’amico fraterno <strong>Azzolino Bugari</strong>, che con il “Maestro” ha condiviso diverse momenti calcistici sia sui campi di calcio che in trasmissioni radiofoniche.</p>
<p></em><span style="font-weight: 400;">Ho conosciuto Carlo di Monte agli inizi degli anni sessanta, allorchè una sera mi offrì un passaggio sulla sua Topolino: era stato a Sutrio a salutare la Federica, divenuta poi la sua paziente moglie. Diventammo così amici, legati da serate trascorse all’Oasi di Arta Terme e dalla nostra comune passione per il calcio: Inter, Juve, Pro Tolmezzo e Carnico. Carlo, a quel tempo, era un eccellente maestro di scuola, molto ben voluto dai suoi scolari e dai loro genitori. Personaggio poliedrico, versatile, ottimo oratore ed affabulatore, sapeva ben attirare l’attenzione della gente con il suo fare amicale, cameratesco e con la sua proverbiale resistenza al tavolo…</p>
<p></span><span style="font-weight: 400;">Una sola persona, credo, riusciva a metterlo in difficoltà: suo fratello Baldo, uomo serioso, tutto di un pezzo e… dominatore assoluto delle spiagge lignanesi e lui ci soffriva veramente! Per il resto, Carlo era un treno in piena velocità (seppur claudicante!) e tutta questa energia l’esplodeva nel calcio parlato, scritto e negli ultimi tempi in quello radiofonico e televisivo. Penna al cianuro, polemista principe per autonomasia, creatore e “ricamatore” di primizie calcistiche esplosive, vere o presunte tali, fabbricate sul “sentito dire” come lui furbescamente diceva. Ciascuna di queste sue creature giornalistiche veniva con abilità e perseveranza coltivata così bene da permettergli di mantenerla viva e frizzante per settimane, così da essere al centro dell’attenzione del mondo sportivo carnico: era insomma il personaggio principe del campionato: </span><span style="font-weight: 400;">“L’ha detto Carlo”diveniva una vera e propria sentenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il suo quartier generale era l’Albergo Roma di Tolmezzo, dove, seduto al tavolo o in piedi dinanzi al bancone, innescava chilometriche discussioni con chiunque si avvicinasse: non mancava mai un assordante crocchio attorno al </span><i><span style="font-weight: 400;">“sior Maestri”.</span></i><span style="font-weight: 400;"> A proposito di questo suo nomignolo, io, Walter D’Orlando e Tristano Rainis, che conducevamo con lui alcune trasmissioni radiofoniche a Radio Stereo Carnia, lo chiamavamo affettuosamente “Maestro di tutti noi”. Lui sornione sorrideva soddisfatto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Era un versatile istrione, inesauribile, dallo sguardo buono ma furbesco: nelle discussioni ti aspettava al varco e di colpo, zac!, ti colpiva con il sorriso sulla bocca, alzando però il tono di voce per richiamare l’attenzione degli avventori del suo salotto per poi catturarne al volo qualcuno per farsi dare ragione. A quel punto, appagata la sua istroneria, si assestava meglio sulla seggiola per dare la meritata pace alla sua famosa “anca sbilenca” e, soddisfatto, faceva fuori il suo bicchiere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Carlo era così! Riusciva a dare vivacità all’intero ambiente calcistico del Carnico, settimana dopo settimana instancabilmente; i suoi giorni però di massima gloria erano il sabato, vigilia degli incontri e la domenica sera, a risultati acquisiti, ed, in particolare, il lunedì allorchè, per quanto aveva detto verbalmente e scritto sul Gazzettino, veniva incensato, lustrato e adulato o pesantemente attaccato. Tutti, senza saperlo, in egual misura, portavano acqua al suo mulino e lui, con astuzia ed intelligenza, iniziava a macinare tutto, quindi impastava e infine sfornava il suo nuovo panettone, prodotto che tutti, adulatori e detrattori, avidamente trangugiavano. Ed il ciclo riprendeva vita, come il </span><i><span style="font-weight: 400;">“sior Maestri”</span></i><span style="font-weight: 400;"> aveva previsto e voluto.</p>
<p></span><em><strong>GIÀ PUBBLICATI</strong></em></p>
<p><a href="https://www.carnico.it/2021/12/03/carnico-story-beppino-deotto/">BEPPINO DEOTTO</a><br />
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<a href="https://www.carnico.it/2020/08/02/carnico-story-oreste-simeoni/">ORESTE SIMEONI</a><br />
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<a href="https://www.carnico.it/2020/05/27/carnico-story-leonardo-screm/">LEONARDO SCREM</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/06/07/carnico-story-edilio-toffoletto/">EDILIO TOFFOLETTO</a><br />
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<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ci lascia Romano Bortolotti, con lui il Weissenfels vinse 4 scudetti</title>
		<link>https://2024.carnico.it/2022/07/02/ci-lascia-romano-bortolotti-con-lui-il-weissenfels-vinse-4-scudetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Di Centa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jul 2022 08:39:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Story]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.carnico.it/?p=48620</guid>

					<description><![CDATA[<p>Personaggio dal carisma incredibile, seppe creare un gruppo straordinario</p>
<p>L'articolo <a href="https://2024.carnico.it/2022/07/02/ci-lascia-romano-bortolotti-con-lui-il-weissenfels-vinse-4-scudetti/">Ci lascia Romano Bortolotti, con lui il Weissenfels vinse 4 scudetti</a> proviene da <a href="https://2024.carnico.it">Campionato Carnico 2024</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Nella giornata di venerdì primo luglio è scomparso </span><b>Romano Bortolotti</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Classe 1937, Bortolotti nel panorama del Carnico ha legato il suo nome al periodo d’oro del Weissenfels di Fusine, che guidò alla conquista di quattro scudetti e altri due appena sfiorati. Personaggio dal carisma incredibile, seppe creare un gruppo straordinario. La carriera di allenatore si concluse nel 1986, quando fu chiamato ad allenare il Tarvisio in Seconda Categoria. Per approfondire la sua storia calcistica <a href="https://www.carnico.it/2020/09/03/carnico-story-romano-bortolotti/">CLICCARE QUI</a>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Romano Bortolotti lascia la moglie Lidia e le figlie Loredana e Cristina.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carnico Story: la Top 11 del Campionato 2014</title>
		<link>https://2024.carnico.it/2021/12/20/carnico-story-la-top-11-del-carnico-2014/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Tavosanis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 10:17:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Story]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.carnico.it/?p=41961</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vediamo ruolo per ruolo quali sono stati i principali protagonisti della Prima Categoria</p>
<p>L'articolo <a href="https://2024.carnico.it/2021/12/20/carnico-story-la-top-11-del-carnico-2014/">Carnico Story: la Top 11 del Campionato 2014</a> proviene da <a href="https://2024.carnico.it">Campionato Carnico 2024</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">
<p><em><strong>di BRUNO TAVOSANIS</strong></em></p>
<p><span style="font-size: 1rem; letter-spacing: 0.26px;">Vediamo ruolo per ruolo quali sono stati i principali protagonisti della Prima Categoria del Campionato Carnico 2014, vinto per la decima volta dal Cedarchis, riprendendo quanto uscito all’epoca su Il Gazzettino.<br />
(<em>PS. Massimo Gressani a fine stagione aveva annunciato l&#8217;addio al calcio giocato, ma come sappiamo le cose poi sono andate diversamente</em>!).</span></p>
</div>
<div dir="auto"><strong style="font-size: 1rem; letter-spacing: 0.26px;">PORTIERI</strong></div>
<div dir="auto">
<p>La stagione del commiato di <span class="nc684nl6">Massimo Gressani</span> (Folgore) è stata ottima, come sempre verrebbe da aggiungere. Pur dimostrandosi sempre un grande numero 1, un gradino più sotto rispetto allo straordinario 2013 troviamo <span class="nc684nl6">Simone Gonano</span> (Cedarchis), il migliore in assoluto l&#8217;anno passato. Bene anche <span class="nc684nl6">Omar De Infanti</span> (Ovarese).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p><strong><strong>DIFENSORI</strong></strong></p>
<p>Tanti i nomi da segnalare, a partire dai giovanissimi centrali Borta (Ovarese) e Simone Straulino (<span class="nc684nl6">Mobilieri</span>). Bene, ma non la loro annata migliore, Fabiani (Cedarchis), Marco De Barba e Pellizzari (Cavazzo); fra le novità, citazione meritata per Alessio De Tonia (Fusca).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p><strong><strong>ESTERNI</strong></strong></p>
<p>Detto di Gloder, Simone Cescutti (Cedarchis) ha confermato la sua solidità, così come Crea (Folgore) e Copetti (Cedarchis). Qualche metro più avanti sono piaciuti, pur senza entusiasmare, Fedele (Cedarchis) e <span class="nc684nl6">Alessandro Lestuzzi</span> (Cavazzo)</p>
</div>
<div dir="auto">
<p><strong><strong>CENTROCAMPISTI</strong></strong></p>
<p><span class="nc684nl6">Massimo Picco</span> e Fabio Rella hanno contribuito assai alla &#8220;decima&#8221; del Cedarchis. Dopo un brutto inizio, <span class="nc684nl6">Federico De Antoni</span> (Ovarese) ha confermato le sue qualità, così come <span class="nc684nl6">Ivan Cisotti</span> (Cavazzo) e il &#8220;solito&#8221; <span class="nc684nl6">Maichoal Cescutti</span> (Fusca). Gli esperti Coradazzi (Ovarese) e Mardero (Cavazzo) hanno fatto il loro dovere. Segnalazione anche per <span class="nc684nl6">Riccardo Moroldo</span> (Villa) e Nicholas Di Lena (Mobilieri).</p>
</div>
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<p><strong><strong>ATTACCANTI</strong></strong></p>
<p>Moro e Daniele Iob (Villa) aprono la lista in quanto capocannonieri, ma chi ha impressionato di più è stato Boreanaz, utilissimo pure in fase di copertura. L&#8217;altro cedarchino Granzotti per una volta sta un gradino sotto. Altri nomi: Dionisio (Cavazzo), Manuel Gonano e <span class="nc684nl6">Josef Gloder</span> (Ovarese), <span class="nc684nl6">Nevio Dario</span> (Fusca), <span class="nc684nl6">Mattia Concina</span> (Folgore), <span class="nc684nl6">Maurizio Vidali</span> (Mobilieri) e l&#8217;inaffondabile <span class="nc684nl6">Stefano Vidoni</span> (Real).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p><strong><strong>ALLENATORI</strong></strong></p>
<p>Ovviamente in prima fila c&#8217;è &#8220;Petisso&#8221; Candoni del Cedarchis. Bene anche De Sandre (Fusca), Cicutti (Folgore), De Antoni (Ovarese) e Negyedi (Cavazzo).</p>
</div>
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<p><strong><strong>TOP 11</strong></strong></p>
<p>La difesa a quattro è stata adottata dalle prime quattro squadre del campionato e quindi ci adeguiamo, proponendo un 4-3-3 che farebbe un figurone anche in categorie superiori: <em><strong>Gressani; Antonio Gloder, Borta, Simone Straulino, Crea; Cisotti, Federico De Antoni, Maichoal Cescutti; Moro, Daniele Iob, Boreanaz. All. Luciano Candoni.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<div dir="auto"></div>
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			</item>
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		<title>Carnico Story: Beppino Deotto</title>
		<link>https://2024.carnico.it/2021/12/03/carnico-story-beppino-deotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Di Centa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 06:58:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Story]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.carnico.it/?p=41956</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal libro "60 anni di Carnico" il ricordo di Marino Corti e Bruno Mongiat</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">Nel libro &#8220;60 anni di Carnico&#8221;, Marino Corti e Bruno Mongiat, giocatore ed allenatore del Verzegnis campione carnico 1983, ricordavano Beppino Deotto, personaggio irripetibile nel panorama calcistico di Verzegnis e non solo. Nel testo, anche alcune riflessioni sull’essenza vera dello sport che  Bepo avrebbe sottoscritto in pieno.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con gran piacere accogliamo l’invito fattoci di richiamare la figura di Beppino Deotto, di cui serbiamo un grato e affettuoso ricordo. Per chi, come noi, ha avuto il piacere e l’onore di averlo conosciuto non servirebbero parole, perché Bepo è… Bepo e basta. Il nome dice tutto. Per chi non lo ha conosciuto possiamo dire che non è un  “personaggio” da consumare, ma una grande persona da imitare e da prendere ad esempio per l’oggi e per il domani per i positivi valori di cui fu sempre coerente testimone. In una pubblicazione dai toni sportivi viene spontanea una domanda: quale ruolo ha avuto Bepo nella comunità sportiva, e nel mondo del calcio di Verzegnis e della Carnia?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cercheremo di rispondere alla domanda postaci riprendendo ed illustrando alcuni concetti che mettono ben in evidenza il suo modo di concepire il mondo dello sport in genere, e quello del calcio paesano in particolare. Ha vissuto il calcio attivo come giocatore quando ancora l’A.S. Verzegnis non esisteva e quando questa è sorta ha assunto un ruolo di apparente o limitato impegno: non giocatore, non allenatore, solo per un breve periodo dirigente. Bepo viene accostato al mondo dello sport in una veste di sostanza basata sul possesso, sulla divulgazione discreta e sul vissuto coerente di concetti fondamentalmente positivi sul ruolo formativo dello sport di squadra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ha fatto “grancassa”, ma operato sempre con assoluta discrezione e questa sua caratteristica potrebbe far pensare e dire che non ha rivestito un ruolo tale da essere ricordato come “personaggio” del mondo sportivo carnico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo abbaglio possiamo cadere solo se galleggiamo sulla superficialità e ci limitiamo a guardare al mondo del pallone da calciofili tifosi col paraocchi e molto miopi che del mondo del calcio si fermano a considerare solo una palla presa a calci. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se leggiamo la “realtà calcio”, scendendo un po’ in profondità ci accorgiamo che non ha senso se viene vissuta staccata dall’uomo che tesse una rete di positive relazioni interpersonali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da una gara si può uscire vincitori come atleti, ma sconfitti come persone. Come al contrario. Il vincitore non è solo chi segna una rete più dell’avversario, ma anche e soprattutto chi nella gara ha lealmente profuso tutte le propri energie rispettoso dei suoi compagni e degli avversari, chi si è divertito (si chiama “gioco” del calcio), chi a fine gara stringe la mano all’avversario e lo ringrazia per avergli permesso di divertirsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi gestisce o dovrebbe gestire tutta questa realtà prima umana e poi sportiva?</span><span style="font-weight: 400;">In coro tutti diremmo: l’allenatore e i dirigenti ufficiali. Ma ci possono essere “allenatori e dirigenti” anche lontano dal rettangolo di gioco, persone che per impegni professionali non possono vivere lo spettacolo sportivo dai bordi del campo, persone ricche di valori positivi che sanno sempre trovare le frasi e le parole giuste per riportare la “realtà gara sportiva” nella sua vera dimensione, che vivono il mondo dello sport per quello che veramente è, o dovrebbe essere: uno “strumento” gioioso che aiuta a crescere come persone ed a costruire e rinforzare i rapporti interpersonali che conducono allo star bene con se stessi e con gli altri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bepo fu una di queste figure di allenatore-dirigente atipico, un fratello maggiore, uno zio presso cui spesso rifugiarsi. </span><span style="font-weight: 400;">Un aneddoto: gli amici di Sutrio si ricorderanno ancora della festa vissuta assieme, con l’assai discreta regia di Bepo, nel dopo partita in quel della “Stella d’Oro” di Villa di Verzegnis nel settembre 1983, quando più di qualcuno se ne tornò a casa a tarda sera non solo ben carico di qualcosa che non erano certamente i palloni, ma soprattutto col vivo  &#8211; e pensiamo duraturo – ricordo di una gran festa vissuta nel segno dell’amicizia, figlia dello sport inteso nel suo vero e profondo significato. Questo era il suo modo di vivere il calcio nella nostra Carnia. Per tutti era il principale punto di riferimento positivo, di ritrovo e di aggregazione, soprattutto giovanile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di lui conserviamo ancora ben vivo il sorriso, l’affabilità, la cordialità. Tutto in lui, dallo sguardo ai gesti più semplici, trasmetteva serenità e una parola accomodante, un incoraggiamento, una spinta ad una visione positiva e gioiosa della vita erano doni elargiti copiosamente a tutti, unitamente ad un sorriso seguito da una contagiosa risata. E così, sorridente, lo ricordiamo.</span></p>
<p><em><strong><br />
GIÀ PUBBLICATI</strong></em></p>
<p><a href="https://www.carnico.it/2021/11/12/carnico-story-la-top-11-del-campionato-2010/">TOP 11 CAMPIONATO 2010</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/11/04/carnico-story-antonio-zandona/">ANTONIO ZANDONÀ</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/10/29/carnico-story-lucio-diana/">LUCIO DIANA</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/07/07/carnico-story-otello-petris/">OTELLO PETRIS</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/05/18/carnico-story-enzo-cainero/">ENZO CAINERO</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/03/20/carnico-story-stefano-de-antoni/">STEFANO DE ANTONI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/01/27/carnico-story-mario-martini/">MARIO MARTINI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2021/02/09/carnico-story-vito-maresia/">VITO MARESIA</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/09/23/carnico-story-silvano-della-pietra/">SILVANO DELLA PIETRA</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/09/03/carnico-story-romano-bortolotti/">ROMANO BORTOLOTTI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/10/06/carnico-story-geremia-gonano/">GEREMIA GONANO</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/08/22/carnico-story-le-rappresentative-e-enrico-londero/">LE RAPPRESENTATIVE E ENRICO LONDERO</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/08/02/carnico-story-oreste-simeoni/">ORESTE SIMEONI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/07/25/carnico-story-fabio-rella/">FABIO RELLA</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/07/13/carnico-story-giuliano-voltan/">GIULIANO VOLTAN</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/06/22/carnico-story-enzo-zearo/">ENZO ZEARO</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/06/28/carnico-story-fabrizio-damiani/">FABRIZIO DAMIANI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/06/13/carnico-story-il-sutrio-degli-anni-80/">IL SUTRIO DEGLI ANNI ’80</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/05/27/carnico-story-leonardo-screm/">LEONARDO SCREM</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/06/07/carnico-story-edilio-toffoletto/">EDILIO TOFFOLETTO</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/05/23/carnico-story-edo-rainis/">EDO RAINIS</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/05/16/carnico-story-ivo-gubiani-e-marino-contessi/">IVO GUBIANI E MARINO CONTESSI</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/05/13/carnico-story-diego-mattia/">DIEGO MATTIA</a><br />
<a href="https://www.carnico.it/2020/05/12/carnico-story-flavio-mentil/">FLAVIO MENTIL</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carnico Story: la Top 11 del Campionato 2010</title>
		<link>https://2024.carnico.it/2021/11/12/carnico-story-la-top-11-del-campionato-2010/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Tavosanis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 08:34:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Story]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.carnico.it/?p=41945</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ecco quali sono stati i protagonisti di quella stagione</p>
<p>L'articolo <a href="https://2024.carnico.it/2021/11/12/carnico-story-la-top-11-del-campionato-2010/">Carnico Story: la Top 11 del Campionato 2010</a> proviene da <a href="https://2024.carnico.it">Campionato Carnico 2024</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di BRUNO TAVOSANIS<br />
</strong></em><br />
<span style="font-weight: 400;">Vediamo ruolo per ruolo quali sono stati i principali protagonisti della Prima Categoria del Campionato Carnico 2010, vinto dal Real, riprendendo quanto uscito all&#8217;epoca su Il Gazzettino.</span></p>
<p><strong>PORTIERI</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei segreti del successo del Real è stato certamente De Giudici, decisivo come quasi sempre gli capita. Grande anche il torneo del pontebbano Menis, un muro sulla linea di porta, e positiva la prima esperienza di Gressani al Campagnola. Citazione pure per D&#8217;Angelo del Cavazzo.</span></p>
<p><strong>DIFENSORI</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nessuno si è particolarmente distinto rispetto agli altri, ma comunque è stata una buona stagione per molti. Nel Real due ragazzi cresciuti nel vivaio, Mori e Nettis, hanno contribuito efficacemente alla tranquillità di De Giudici. E&#8217; piaciuto anche il pontebbano D&#8217;Agostina,un centrocampista disimpegnatosi bene anche nelle retrovie prima per emergenza, poi per meriti. Positivi, anche se con qualche black out, i giovani compagni Pavan e Azzola. Bene il sutriese Maieron, i &#8220;soliti&#8221; Giorgis del Campagnola e Rupil dell&#8217;Ovarese (ma hanno sicuramente vissuto stagioni migliori) e il cavazzino Di Bernardo. Per quanto riguarda gli esterni con propensione offensiva, Kazoski del Campagnola ha confermato le sue qualità, così come Andrea Morassi (Real).</span></p>
<p><strong>CENTROCAMPISTI</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un nome su tutti, quello di Marvin Matiz del Real, per &#8220;Il Gazzettino&#8221; il miglior  giocatore del campionato. Succede all&#8217;ovarese Rudy Coradazzi, quest&#8217;anno meno protagonista ma comunque positivo. Molto bene anche l&#8217;altro biancorosso De Crignis e il cavazzino Andrea De Barba, autore di uno splendido girone di andata e calato nel ritorno. Segnalazione anche per Valent (Cavazzo), Druidi (Moggese), Cappellaro e Del Bianco (Pontebbana), Urban (Real), Cleva (Trasaghis). Fra gli esterni sono piaciuti Crea (Campagnola), Buzzi (Pontebbana) e il giovane Moroldo (Villa).</span></p>
<p><strong>ATTACCANTI</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A 37 anni Vidoni è stato uno dei trascinatori del Real, lo stesso dicasi per Adami (Folgore) e per l&#8217;altro &#8220;nonnetto&#8221; Di Lena (Mobilieri), quest&#8217;ultimo capocannoniere con 18 gol assieme a Granzotti (Cedarchis), scatenato nel finale di stagione. Bravi il diciassettenne ovarese Manuel Gonano (10 gol, capocannoniere degli Under 20), l&#8217;ampezzano Burba (ha lottato quasi da solo, segnando più della metà dei gol realizzati dalla sua squadra), il pontebbano Gollino, Radina del Campagnola (i suoi gol, 12, li fa sempre), i moggesi Iob e Gervasi e Boreanaz (Trasaghis).</span></p>
<p><strong>ALLENATORI</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Adriano Ortobelli ha vinto il campionato e la sua mano si è vista, eccome. Però è stato straordinario anche quanto fatto dall&#8217;allenatore dei Mobilieri Rossano Del Frate, avendo portato al quarto posto (con annesso gioco  divertente) un gruppo qualitativamente inferiore rispetto ad altri. Doverosa segnalazione anche per Claudio Brollo e Mauro Di Lena, subentrati in corsa e capaci di portare alla salvezza rispettivamente Moggese e Villa e, ci mancherebbe, per Giorgio Cappellaro della Pontebbana.</span></p>
<p><strong>TOP 11</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo a stilare la formazione simbolo del Carnico 2011, affidandoci ad un 4-3-2-1 piuttosto offensivo ma all&#8217;apparenza decisamente solido: </span><strong><i>De Giudici; Mori, Nettis, D&#8217;Agostina, Kazoski; Andrea De Barba, De Crignis, Matiz; Adami, Di Lena; Vidoni. All. Rossano Del Frate.</i></strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>PODIO</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 1rem; letter-spacing: 0.26px;">1. Marvin Matiz (Real), 2. Patrick Adami (Folgore), 3. Paolo Di Lena (Mobilieri).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://2024.carnico.it/2021/11/12/carnico-story-la-top-11-del-campionato-2010/">Carnico Story: la Top 11 del Campionato 2010</a> proviene da <a href="https://2024.carnico.it">Campionato Carnico 2024</a>.</p>
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